Un evento che valorizza il territorio, un’opportunità per innovare la filiera
Il Magliocco Day 2025, tenutosi ad Altomonte il 18 giugno, non è stato solo una celebrazione del vitigno autoctono calabrese, ma si è trasformato in un laboratorio collettivo per immaginare nuove traiettorie di sviluppo del settore vitivinicolo. La seconda edizione dell’evento ha visto la partecipazione di produttori, esperti, operatori economici e istituzionali, accomunati dal desiderio di rafforzare l’identità del Magliocco e costruire un futuro sostenibile per l’intera filiera. Il format della giornata ha mantenuto la sua anima divulgativa e conviviale attraverso degustazioni e i racconti delle cantine, per poi integrare spazi dedicati alla riflessione condivisa.
Allenarsi all’eccellenza: il contributo di Solving
Qui entra in gioco Solving, che ha portato all’evento un approccio originale: un laboratorario formativo dal titolo Micro-Lab: Allenati ad “innestare” la crescita , progettato per aiutare le imprese partecipanti a riconoscere i propri bisogni e attivare dinamiche collaborative. Il laboratorio si è aperto con una semplice ma potente domanda rivolta ai presenti: "Qual è, secondo te, la caratteristica più importante di un’azienda eccellente?".
A guidare questa prima fase è stata Sabrina Sicari, formatrice ed esperta in sviluppo organizzativo, che ha condotto i partecipanti a riflettere sul concetto di performance eccellente, evidenziando come questa non sia frutto del caso, ma di continuità, metodo e allenamento mentale.
Le risposte, raccolte e analizzate in tempo reale, hanno offerto un primo spunto di riflessione su come il concetto di eccellenza sia percepito nella pratica quotidiana del fare impresa.
Con l’aiuto di schede e materiali interattivi, la seconda parte del laboratorio è stata condotta da Franco Anastasi, commercialista ed esperto in finanza agevolata, che ha coordinato un esercizio incentrato su due domande chiave:
- "Cosa posso offrire io alla filiera del Magliocco?"
- "Cosa mi aspetto dagli altri operatori della filiera?"
Questa tecnica ha permesso di mappare desideri, risorse, possibili sinergie, dando forma visiva e concreta alla rete di connessioni tra micro-imprese del territorio.
Il Magliocco come leva di innovazione territoriale
Non si è parlato solo di vino. La filiera è stata infatti analizzata come sistema di relazioni economiche e culturali, dove ogni attore – dal viticoltore al ristoratore, dal distributore al formatore – può contribuire alla crescita comune. Il Magliocco è diventato così simbolo di identità collettiva e strategia di sviluppo.
Durante il laboratorio sono emersi con chiarezza alcuni bisogni ricorrenti:
- strumenti per valorizzare il capitale umano,
- accesso agevolato alla formazione e ai bandi,
- condivisione di buone pratiche,
- maggiore integrazione tra chi produce e chi racconta il vino.
Il valore del confronto orizzontale
Solving ha stimolato i partecipanti a spostare il focus da "quello che manca" a "quello che possiamo attivare". Un passaggio fondamentale per trasformare le difficoltà in occasioni e superare la frammentazione tipica delle nano-imprese. L’aggregazione, è stato detto, è una delle forme più potenti di resilienza e innovazione oggi disponibili. Una delle intuizioni più forti dell’evento è stata l'importanza del confronto orizzontale: gli operatori si sono riconosciuti simili, ma anche complementari. Attraverso strumenti visuali, connessioni simboliche e momenti di restituzione collettiva, è stato possibile visualizzare una comunità in potenza.










